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La storia di Neil Peart

Nato il 12 Settembre 1952 ad Avergsville (Ontario) Canada e morto il 7 Gennaio 2020 a Los Angeles,conosciuto soprattutto per essere il batterista e paroliere della storica band “Rush”,”The professor” durante la sua lunga carriera ha fissato nuovi standard della batteria moderna,facendo accrescere l’importanza dello strumento anche grazie alla sua eccezionale tecnica,fatta di parti complesse ma anche molto orecchiabili e musicali,famoso per i suoi assoli rocciosi è considerato un eroe della batteria Rock e fonte di ispirazione per generazioni di batteristi.

Il primo approccio con la musica Neil lo ha grazie a sua nonna che,quando era bambino,suonava per lui e i suoi fratelli l’organo che ella aveva in casa;l’interesse per la batteria cominciò più o meno all’età di 12 anni ,quando Neil vede un documentario sulla vita di Gene Krupa,questo evento lo colpirà particolarmente,rimarrà affascinato dagli assoli di batteria del maestro Krupa e dalla sua vita avventurosa,più o meno nello stesso periodo i suoi genitori gli regalano una radio a transistor che gli consentirà di coltivare il suo interesse per la musica.

Neil comincia a suonare il pianoforte,ma ben presto passa alla batteria;nelle sue prime band suona cover di Wilson Pickett,James Brown e Otis Redding,a 13 anni comincia a prendere lezioni e l’anno successivo riceve in regalo il suo primo kit,da quel momento,ogni sabato mattina,Neil andrà al “Peninsula conservatory of music” per prendere lezioni da Don George,che gli insegna tutti i fondamentali e sarà per lui una figura molto importante,che lo incoraggerà a migliorarsi sempre e gli darà molta fiducia.

Durante il periodo dell’adolescenza Neil mostra un enorme passione e dedizione allo studio dello strumento fino a diventare quasi ossessionato dal suonare ed ascoltare ogni genere di musica e batteristi,sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da scoprire,da analizzare e da studiare.Grande fonte di ispirazione sarà per lui il batterista Hal Blaime,mentre Neil comincia a strutturare un suo suono influenzato dall’ascolto di Simon and Garfunkel, The Beach Boys, The Mamas and the Papas, Frank Sinatra,The Carpenters ma anche Hendrix,Led Zeppelin,The Who,Cream,Genesis e King Crimson.

I suoi primi progetti musicali si chiamano Mumblin Sumpthin,The Majority,Seventh wave;a 18 anni si transferisce per un periodo a Londra in cerca di fortuna come batterista,ma non riuscirà ad emergere,tuttavia nella città inglese si appassiona agli scritti del romanziere Ayn Rand,che lo ispireranno per la scrittura di molti testi futuri nel periodo con i Rush (“Anthem” dall’album Fly by night e 2112 album omonimo).

Nel 1974 partecipa ad un provino per sostituire il vecchio batterista(John Rutsey) della band Rush,Neil ha sempre pensato che quel provino fosse stato un disastro,nello stesso anno fa il suo primo live con la band;con Neil,Geddy Lee ed Alex Lifeson incidono 19 album in studio più varie raccolte fino al 2012,i loro ultimi live risalgono al 2015 per un tour celebrativo;raggiungono un successo planetario,l’evoluzione musicale di questo gruppo merita una storia a parte.

Nel corso dei decenni i Rush hanno rinnovato di continuo il loro stile,dall’uscita del loro primo disco sono diventati famosi per la loro abilità strumentale, per la qualità delle loro composizioni e per i loro testi basati su argomenti filosoficifantastici e fantascientifici, nonché su tematiche umanitarie, sociali, emotive ed ambientali.

Nel 1976 viene pubblicato “2112” che può essere considerato il loro primo grande successo,i testi di Neil danno un impronta forte alla band che riesce a trovare un sound definitivo e caratteristico (concept album a concept song). I successivi tre album vedono un uso sempre maggiore di tastiere e sintetizzatori,la band diventa più “Prog” e le strutture dei pezzi si fanno più complesse ed articolate (Xanadu, La villa Strangiato,Jacob’s ladder,Natural Science). Nel 1981 esce “Moving pictures” da molti ritenuto il loro lavoro migliore che contiene pezzi di grande successo come “Red Barchetta” “YYZ” e “Tom Sawyer”.

Nel periodo tra il 1982 e il 1988 il sound dei Rush va ancora di più verso un sound elettronico,la band fa un uso maggiore di effetti compresi vari pad elettronici usati da Neil (Digital Man,Distant Early Warning,Maraton). Tra il 1989 ed il 1996 la band incide 4 dischi studio più altri vari live che li vede tornare ad un rock più classico,le chitarre riprendono più spazio rispetto all’elettronica,gli ultimi anni del 90 saranno costretti a fermarsi a causa delle perdite personali di Neil tanto da temere un loro imminente scioglimento. La loro fase finale tra il 2002 ed il 2015 li vede tornare in grande stile (Ghost rider,Far cry o workin’them angels) fino al loro ultimo album in studio “Clockwork Angels” del 2012;il loro ultimo tour è datato 2015.

Hanno vinto 24 dischi d’oro e 14 di platino,oltre a numerosissimi premi personali,nel 1996 vengono nominati ufficiali dell’ordine del Canada;su di loro sono stati girati vari video-documentari e sono anche apparsi in tv per un paio di cameo.Nel 2016 la band ha annunciato di essersi fermata,probabilmente del tutto,anche a causa del ritiro dalle scene di Neil,costretto a smettere di suonare a causa di una tendinite cronica.

Neil ha inoltre scritto e prodotto vari libri di batteria e dvd didattici,in cui spiega anche la costruzione e lo sviluppo dei suoi famosi assoli;oltre ad essere autore della maggior parte dei testi dei Rush ha pubblicato vari libri: 1996 – The Masked Rider: Cycling in West Africa,in cui descrive il tour in bicicletta di Peart lungo le città e i villaggi del Camerun;2002 Ghost Rider:Travels on the healing road che descrive il suo viaggio in moto per 55.000 miglia dal Canada al Messico;2004 – Traveling Music: The Soundtrack Of My Life And Times;2006 Roadshow: Landscape With Drums, A Concert Tour By Motorcycle.

STILE:C’è moltissimo da imparare da Neil Peart anche al di là del semplice musicista;è stato in grado di migliorarsi costantemente,di mantenere una continua ricerca musicale,senza mai sedersi sugli allori e di tenere in piedi una band per 40 anni,il suo atteggiamento,la sua personalità e il suo modo di essere lo hanno fatto apprezzare da chiunque lo abbia conosciuto sia come persona che come musicista.

Se si è amanti degli assoli di batteria è inevitabile ammirare ed apprezzare Neil Peart,forse il miglior batterista in grado di unire musicalità e tecnica in un momento musicale che comprende solo uno strumento ritmico;la passione per i soli di batteria lo hanno spinto ad una continua ricerca di suoni sempre diversi,ampliando il suo kit con una vasta gamma di campanacci,effetti e percussioni elettroniche.

Le parti improvvisate che interpreta tendono ad aiutarlo a trovare nuove idee su cui in seguito potrà lavorare per creare nuove parti di batteria. Quindi, puoi pensare ai suoi assoli come un costante lavoro in corso, un’opera d’arte che sta modellando e perfezionando col passare del tempo;lavorando sugli assoli di altri batteristi, “rubando” idee da loro e studiando il loro modo di suonare, e quindi aggiungendo alcune idee personali, si ottiene lo straordinario solista che è Neil Peart.

Per tutta la sua carriera Neil avrà una continua evoluzione musicale,ed avrà l’umiltà di mettersi sempre in discussione e di rivedere e modificare il suo stile e la sua impostazione sulla batteria,anche grazie all’aiuto di Freddie Gruber e Peter Erskine,che negli anni 90 lo aiutano a perfezionarsi;questa sua continua ricerca di suoni lo porta negli anni ad ampliare sempre di più il suo kit fino ad avere strumenti musicali praticamente tutti intorno al suo sgabello.

Personaggio estremamente riservato e gelosissimo della propria privacy, inoltre ha sempre dichiarato di non amare la fama: “Certo mi piace essere rispettato per il mio lavoro,ma la fama per me è motivo di imbarazzo. Non voglio assolutamente apparire come un arrogante, ma quando degli estranei mi si fanno incontro convinti di conoscermi perché sono un personaggio “famoso”, io divento teso e mi sento a disagio e questo mi porta inevitabilmente a mettermi sulla difensiva”.

KIT: E’ stato endorser di vari marchi nel corso degli anni:Ludwig,Tama,Zildjan,negli ultimi anni ha suonato con DW e Sabian; I fusti del suo set fanno parte della Collector Series DW e realizzati secondo la tecnologia VLT (acronimo di Vertical Low Timbre) che prevede la disposizione delle venature dei vari strati che compongono i fusti in senso verticale; altri fusti sono invece realizzati secondo la tecnologia X-Shell che prevede un orientamento obliquo degli strati. In acuni casi, i fusti sono dotati di bordi di tipo ESE, acronimo di Enhanced Sound Edge. E’ una tecnologia che prevede un bordo tagliente a vantaggio di tono generale e risonanza

Dal 2010 la sua DW ha una finitura personalizzata denominata Steampunk con hardware in ottone e fusti in acero con uno strato esterno in noce. Il set prevede l’integrazione di un kit elettronico Roland i cui pad sono stati integrati in altrettanti fusti DW in modo tale da mantenere coerenza estetica. A un occhio non attento, può apparire come un set acustico dalle dimensioni ridotte. Il kit elettronico è installato alle sue spalle e portato verso il pubblico grazie alla pedana che ospita la batteria capace di ruotare di 360°

Casse 22×16 e 23×16 Xshell

Toms
8″x7″ VLT con bordi ESE     10″x7″ VLT con bordi ESE     12″x8″ VLT con bordi ESE

13″x9″ VLT     15″x12″ VLT     15″x13″ X-Shell     16″x16″ X-Shell     18″x16″ X-Shell

Rullanti

14″x6,5″ VLT     13″x3,5″ VLT     14″x6,5″ Collector’s Series Edge Snare Drum

Piatti (Sabian)

Paragon Splash 10″     Signature Paragon Crash 20″     Paragon Crash 16″

Paragon Splash 10″     Paragon Ride 22″     Paragon Crash 16″

Paragon Chinese 20″     Paragon Diamondback Chinese 20″     Paragon Chinese 19″

Paragon Hit-Hats 14″     Vault Artisan Hit-Hats 14″     Paragon Splash 08″

Paragon Crash 18″

Strumenti elettronici

Alternate Mode – malletKAT     Roland V-Drum TD-20     Roland V-Cymbals

Dauz trigger pad     KAT trigger pedals

Bacchette Pro-Mark modello 747 e pelli Remo.

LINK: Neil Peart drum solo live Francoforte https://www.youtube.com/watch?v=LWRMOJQDiLU

Rush best intro ever https://www.youtube.com/watch?v=YSToKcbWz1k

Neil Peart a work in progress part 1 https://www.youtube.com/watch?v=4HLD5lxrQV4

5 cose che non sapevi su Neil Peart https://www.youtube.com/watch?v=Blpoe2t944I

Intervista a Neil Peart https://www.youtube.com/watch?v=q_mKr28G7og

Rush exit stage left 1982 https://www.youtube.com/watch?v=y-0aCyHntHs

Rush in Rio 2003 https://www.youtube.com/watch?v=WJe6V33PqPw&list=PLORxkggZ8bJddSGd_EuKMg023k9iVdgL9

Rush live 12/10/1072 https://www.youtube.com/watch?v=VrBWZscNR18

Rush palace of Auburn hills 1994 https://www.youtube.com/watch?v=N_PdK8Gt7BE

16 Gennaio 2020

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